Sisal guarda a Germania e Regno Unito per crescere

Francesco Durante, CEO Sisal S.p.A.

Tre linee di sviluppo per crescere, tre chiavi di lettura per affrontare il futuro: sostenibilità, digitalizzazione e internazionalizzazione. Ad avere ben chiaro come sarà il colosso Sisal nei prossimi anni è l'ad del gruppo Francesco Durante che, proprio nei tempi duri della pandemia, ha accelerato ponendo le basi per una ripartenza veloce. "Puntiamo - dice il top manager classe 1971 - a crescere all'estero: nell'ultimo periodo abbiamo vinto tutte le gare a cui abbiamo partecipato".

Negli ultimi tre anni, dopo 72 anni di successi in Italia, c'è stato un cambio di passo. "Marocco eTurchia sono gli ultimi mercati in cui siamo sbarcati, Paesi in cui ci sono grandi potenzialità di crescita nel comparto dei giochi. Ma puntiamo alla prestigiosa National Lottery in Gran Bretagna e alle scommesse on line in Germania".

Sarà una gara dura?
In Uk la procedura è molto competitiva, il giro d'affari in gioco è di 8 miliardi, circa un quinto del valore complessivo del mercato dei giochi. Tradizionalmente in questo Paese legati ai giochi ci sono tanti progetti per il sociale. E noi parteciperemo alla gara con un partner di primo piano come Barnardo's, un'organizzazione tra le più antiche del Regno Unito specializzata in progetti per aiutare i bambini meno fortunati.

E qui entra in gioco l'altra parola chiave: la sostenibilità?
E' un obiettivo che è nel nostro Dna se pensa che la schedina è nata come una prima forma di crowdfunding per finanziare la ricostruzione degli stadi nel dopoguerra. Noi vogliamo sviluppare sempre di più la cultura del gioco responsabile e consapevole.

Come fate in concreto?
Grazie alle ultime novità tecnologiche in tema di intelligenza artificiale, saremo presto in grado di riconoscere preventivamente i comportamenti dei giocatori problematici, mettendo al loro servizio strumenti in grado di aiutarli. Siamo stati i primi ad adottare una tecnologia così sofisticata e a proporre anche un supporto e una terapia on line oltre che un numero verde. Abbiamo come traguardo, anzi come ambizione, arrivare al 2030 con zero giocatori problematici.

La pandemia ha aggravato la situazione?
Sette mesi di chiusura delle sale giochi sono stati molto pesanti per i concessionari che hanno subito il riaffiorare pesante del gioco illegale, per oltre 150mila lavoratori che sono in grave difficoltà, e anche per lo Stato che ha perso 4 miliardi di gettito.

Ma nell'ultimo decreto si riapre dal 1° luglio.
Prendiamo atto che, dopo tanto tempo, abbiamo una data per ripartire. Spero però ci sia la possibilità di rivedere la decisione per poter riaprire almeno qualche giorno prima dell'avvio degli europei di calcio: sarebbe l'occasione migliore per ribadire la centralità del settore nell'accompagnare i grandi eventi sportivi e, soprattutto, un modo per evitare che gli italiani possano avvicinarsi ulteriormente, magari inconsapevolmente ai circuiti illegali.

Al governo cosa chiedete?
Di fare chiarezza nell'attuale giungla normativa. Serve un provvedimento di riforma complessiva che dia anche coerenza alle varie leggi regionali, per dare certezze agli operatori, a chi gioca, ai concessionari e poter così, a tempo debito, assegnare le nuove concessioni. Il percorso tracciato dal sottosegretario Durigon e ancor prima dal direttore dell'Agenzie dei Monopoli Minenna, sembra quello giusto.

Il digitale vi ha aiutato?
La pandemia ha accelerato il processo di cambiamento, ma noi investiamo 50 milioni di euro all'anno in nuove tecnologie. Oggi in Sisal oltre 500 persone programmano software per prodotti e piattaforme: vogliamo creare una sorta di "bar dello sport" digitale, sicuro, caldo, al passo con le esigenze dei tempi. Per essere i primi a disegnare il futuro.

Halajie Barjie
PR & Media Relation Coordinator
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